Asmara, Martedì 12 Novembre

Siamo partiti Venerdì 8 novembre, come previsto. Quest’anno abbiamo viaggiato Egyptair, perchè Lufthansa, compagnia aerea con la quale avremmo dovuto volare, ha improvvisamente sospeso i suoi voli su Asmara. Viaggio un po’ più lungo e disagevole (partenza da Padova in autobus alle 6 e 30 di venerdì ed arrivo ad Asmara sabato alle 3 e 15 di mattino, con lunga sosta al Cairo), ma senza problemi. Ci sono stati i soliti piccoli intoppi ai controlli: la sonda ecocardiografica transesofagea desta sempre molti sospetti, e dobbiamo spiegarne l’uso. Quest’anno portavamo con noi in cabina anche alcuni farmaci, tra cui gli oppiacei per l’anestesia, ovviamente corredati dei necessari permessi e dichiarazioni, ed ampolle di liquidi infusivi, che hanno richiesto non poca opera persuasiva per essere caricati in cabina con noi. Va però detto che la dichiarazione che eravamo medici e partecipavamo ad una missione umanitaria ad Asmara, unita ovviamente alla documentazione sul contenuto di queste bottiglie, ha facilmente convinto tutti i poliziotti aereoportuali, che ci hanno permesso di imbracare questi liquidi non altrimenti trasportabili. L’unico problema è stato con un grosso vaso di Nutella, che doveva allietare le nostre colazioni: no quello lo abbiamo dovuto lasciare giù e, con il pianto nel cuore, lo abbiamo visto buttare nel bidone delle immondizie. Sabato alle 10, dopo un breve riposo nelle nostre camere, tutti pronti ad iniziare. A parte il Prof Stellin e la sottoscritta, vi sono due giovani cardiochirurghi, la dott.ssa Chiara Tessari ed il dott Fabio Scattolin, due anestesisti, il dott Michele Gasparetto e la dott.ssa Pamela Brugnaro, un intensivista pediatra, il dott. Alvise Tosoni, due strumentiste, Sabrina Raule ed Elisabetta Cattelan, due tecnici perfusionisti, Agostino Ebraico e Carlotta Di Santo e e quattro infermieri di rianimazione, Mauro Maritan, Chiara Sabiu, Meristella Masola e Moreno Galeazzo. La giornata di sabato è trascorsa nel sistemare farmaci presidi ed attrezzature, che erano stati spediti ancora in giugno, e nel preparare la sala operatoria. Ad Asmara tutto il personale locale, la Dott.ssa Tsegerede Gebrehiwot, il dott. Yosef Tewolde Ghidei, le infermiere Amaresh e Fetle, e tutto il personale eritreo di sala operatoria e di terapia intensiva sono pronti ad accoglierci con entusiasmo e gratitudine. Quest’anno abbiamo un problema in più. L’instabilità dell’ approvvigionamento dell ‘energia elettrica può mettere a repentaglio il funzionamento dei nostri sofisticati macchinari. L’equipe degli elettricisti eritrei, sotto il controllo del direttore sanitario e del responsabile locale della logistica, stanno però alacremente intervenendo per ovviare a questo problema e garantire, grazie a gruppi di continuità, l’energia elettrica necessaria a continuare efficacemente il nostro lavoro. L’aiuto di Alem, il logista della missione, italo-eritreo, è fondamentale per far comprendere nella loro madrelingua, quali sono i nostri problemi e per convincere il guardiano notturno, incaricato di attivare il generatore di elettricità quando la rete elettrica smette di fornire energia, a stare al suo posto e vegliare senza addormentarsi. Deve sapere che fa questo sacrificio per la sicurezza dei bambini eritrei che sono in rianimazione, attaccati ad un ventilatore. Ovviamente siamo organizzati anche per intervenire con ventilazione manuale in caso di qualsiasi intoppo nel sistema, che cerchiamo di prevenire, ma non è sempre del tutto evitabile in terra d’Africa. Da domenica iniziano gli interventi. 2 bambini vengono operati domenica stessa e tre ieri. Tutti con successo. Ora sono in terpia intensiva o postintensiva fuori pericolo e coccolati dagli infermieri e dalle loro mamme felici e rasserenate. Lucia Merigliano, vicepresidente e rappresentante dell’Associazione Un Cuore Un Mondo Padova, ci coccola tutti , aiutandoci ad ovviare ai piccoli inconvenienti e scomodità che il lavorare in un paese in via di sviluppo comporta. Io eseguo ecocardigrafie di screening ai bimbi che arrivano da tutta l’Eritrea, e fra questi scelgo quelli che si possono avvantaggiare della correzione chirurgica. Per loro la promessa di una ritrovata vita normale. L’entusiasmo di tutti è alle stelle!! Non appena potrò riconnetermi ad internet vi aggiorno.