Progetto di “Cooperazione con l’Ospedale Orotta di Asmara, per la prevenzione e cura delle cardiopatie congenite ed acquisite nell’infanzia”

RELAZIONE  SULLA MISSIONE 10-15 MAGGIO 2009

E’ mio sommo piacere informarVi che il laboratorio di emodinamica “Elias”, annesso allo I.O.C.C.A. (International Operation Centre for Children-Asmara), presso l’Orotta Children’s Hospital di Asmara è finalmente una realtà e l’11 maggio 2009 alle ore 8 e mezza circa è iniziato il primo cateterismo cardiaco ad Asmara; la realizzazione di questo progetto è stata piuttosto ardua e ne parlo ancora con una certa incredulità.
Molte persone hanno collaborato e perseverato nell’impegno per il raggiungimento dell’atteso obiettivo, uno su tutti il Sig. Alem Demoz, Consigliere dell’ “Associazione Un Cuore Un Mondo – Padova” Onlus e logista in Eritrea del Progetto; un ringraziamento sentito anche ai tecnici volontari della Philips, Sig. Carlo Pozzuoli, Sig. Sergio Troiano e Sig. Sergio Polignano, che con la loro grande professionalità hanno reso possibile tutto questo.
Un grazie particolare anche alla Regione Veneto, che ha inserito il progetto Elias nei Progetti Regionali di Cooperazione Decentrata allo Sviluppo e lo ha finanziato, alla Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Padova e ad i suoi Servizi, che hanno fornito la massima collaborazione e sostegno, al supporto delle Autorità eritree e dei Dirigenti della Sanità in Eritrea, all’impegno economico ed al continuo sostegno di Hammer Forum.
Ecco la cronistoria di quest’avventura:
verso la fine del 2007 un tecnico della Philips, Sig. Carlo Pozzuoli, già da anni attivo nel volontariato, ci segnala che a Siena stanno dismettendo un impianto di emodinamica ancora ottimamente funzionante; comunica che se volevamo acquisirlo avremmo dovuto sostenere la spesa del recupero conservativo. Il Sig. Demoz ed io non abbiamo dubbi, considerato il supporto del finanziamento regionale e l’appoggio dell’Associazione “Un Cuore Un Mondo – Padova”, accettiamo. Così,  poco dopo, ottenuta la donazione dalla Direzione Sanitaria ed Amministrativa di Siena, l’impianto, debitamente imballato, viene spedito a Treviso e cortesemente ospitato nel capannone di una ditta di trasporti, di un amico del Sig. Demoz. Contemporaneamente la notizia viene comunicata al Prof. Urban ed al Dott. Peter Schwidtal di Hammer Forum, ed alle Autorità Eritree, con la richiesta di decidere dove ospitare questo futuro laboratorio di emodinamica. La risposta giunge poco dopo: è necessario costruire un nuovo ambiente adatto a questo scopo, attiguo alle sale operatorie dello IOCCA; Hammer Forum parteciperà con una cospicua somma, ed il Ministero della Sanità Eritreo garantirà l’eventuale ulteriore impegno economico.
All’inizio del 2008 si procede ad impostare i progetti di realizzo. L’idea iniziale prevedeva la costruzione dell’edificio entro l’agosto successivo, tanto che si era provveduto ad inviare in luglio l’equipaggiamento tramite un container, via mare, ad Asmara, così durante le ferie di agosto i tecnici della Philips avrebbero potuto andare ad installare l’impianto, e successivamente, la terza o quarta settimana di agosto, un piccolo gruppo di medici e tecnici di emodinamica padovani, avrebbero potuto effettuare i primi cateterismi.
Ben presto ci rendiamo conto che il programma iniziale sarebbe stato sicuramente disatteso e che sarebbero sorte le prime difficoltà. I tecnici cortesemente ci forniscono copie dei progetti di alcuni laboratori di emodinamica atti ad accogliere quel tipo di attrezzatura e veniamo così a conoscenza delle complesse specifiche tecniche necessarie all’allestimento di detti ambienti, dalle pareti piombate, alle finestre da posizionarsi ad una certa altezza, alle piastre d’acciaio affogate nell’impiantito del pavimento, che possano reggere il peso del cineangiografo; la difficoltà delle comunicazioni con l’Eritrea ha reso sicuramente più arduo il nostro compito. Oltre al Sig. Demoz, in costante contatto con il Ministro della Salute Eritreo, con  il Direttore Generale di tutti i Referral Hospitals, Dr. Habteab Mehari e con il capo costruttore, anche Paolo, mio marito, si mette d’impegno per inviare i progetti, congruamente valutati e chiariti, tramite fax (disegni troppo “pesanti” per la posta elettronica eritrea) all’Ing. Girmay, direttore dei lavori.
In agosto, decido comunque di recarmi ad Asmara assieme al mio staff, la Dott.ssa Alessandra Grison ed il Dott. Nicola Maschietto per fare uno screening di pazienti e soprattutto per constatare di persona il reale stato dell’avanzamento dei lavori. Purtroppo con disappunto notiamo che della “casetta” vi è solo il perimetro, il quale durante la nostra settimana di permanenza viene rapidamente indicato da un “cordolo” di pietre spaccate da un gruppo di donne (lavoro chiaramente molto femminile lo spaccare con un mazzuolo le pietre) e messe in posa dagli uomini. Il Sig. Demoz è arrivato con il team e si attiva per far accelerare il cantiere; nel mentre arriva intanto il container sopra menzionato, con le attrezzature del laboratorio di Siena. Si è posto immediatamente il problema della collocazione dell’impianto soprattutto in attesa della consegna dell’edificio, (presumibilmente diversi mesi), il Sig. Demoz provvede quindi ad ospitarlo in un capannone adeguato, all’asciutto ed al riparo dai topi….. Noi spendiamo la nostra settimana a visitare i bambini che afferiscono all’ambulatorio della Dott.sa Tsegereda ed a valutare quali di questi potrebbero essere trattati per via percutanea e quali chirurgicamente.
Rimando idealmente l’apertura dell’emodinamica alla missione di novembre, ma prima della mia  partenza il Ministro Saleh Meky mi invita ad un incontro ufficiale con il Dott. Habteab Mehari e con l’Ing. Girmay, durante il quale mi viene comunicato che prima di dicembre l’edificio non può essere pronto. Decido allora di spostare l’apertura del laboratorio e la nostra missione “emodinamica” a marzo 2009, quando il Prof . Urban andrà ad Asmara e potrà fornire l’eventuale back-up chirurgico all’esecuzione dei primi cateterismi cardiaci. A novembre, torniamo ad Asmara con il Prof. Stellin per la missione chirurgica padovana, al nostro arrivo constatiamo che la costruzione non è ancora arrivata al tetto….
I tecnici della Philips restano in attesa di nostre notizie, arriva e passa dicembre… arrivano i primi mesi del 2009, il Sig. Demoz torna ad Asmara per cercare di accelerare i lavori e fare in modo che entro il mese successivo sia tutto pronto, così finalmente si arriva al tetto…. Il Prof. Urban, durante la sua permanenza ad Asmara in marzo ipotizza che prima di almeno 6 mesi il “cath lab” non può essere pronto. A questo punto, credo, io ed il Sig. Demoz, senza dirci nulla ma con la stessa determinazione decidiamo che invece il primo cateterismo verrà fatto fra il 10 ed il 20 di maggio, quando la presenza del Prof. Pascal Berdat, cardiochirurgo svizzero e della sua equipe potrà farci da back-up, e comunichiamo questa decisione al Dott. Habteab ed a tutte le persone ed Istituzioni coinvolte nel progetto. Nel frattempo ci vengono fatte altre richieste, il materiale elettrico necessario è reperibile in Eritrea ma ad un costo troppo elevato, decidiamo quindi di procurarlo in Italia e spedirlo. Paolo mi viene ancora una volta in soccorso e la Dott.ssa Raffaella Bortolot, la coordinatrice dell’Associazione “Un Cuore Un Mondo-Padova”, si mobilita per reperire tutto ciò che serve e spedirlo in tempo utile. Si decide che i tecnici andranno ad Asmara il 30 di aprile, con il Sig. Demoz, noi arriveremo il giorno 10 maggio. Nel frattempo, ancora molto incerta sulla reale possibilità di effettuare cateterismi cardiaci in maggio, chiedo all’infermiera Sandra Griggio, caposala dell’emodinamica di Padova, alla Sig.ra Stefania Cavallo, degli approvvigionamenti, ed all’immancabile ed irrinunciabile Dott.ssa Bortolot, di procedere ad ordinare tutto ciò che serve per attrezzare un laboratorio di emodinamica.
Non so cosa abbiano fatto il Sig. Demoz ed i tecnici Philips ad Asmara, credo però che abbiano lavorato per 24 ore al giorno e non so come abbiano convinto le maestranze locali a lavorare così duramente. Sta di fatto che verso il 3-4 maggio giungono notizie confortanti: l’attrezzatura è stata installata ed…è perfettamente funzionante. Mi sento finalmente un po’ più tranquilla nei confronti di chi sto facendo lavorare qui a Padova e dei colleghi che ho coinvolto in questa missione. Ce la stiamo facendo. Mi pare un po’ di essere come uno che ha aperto al buio ed a cui è andata bene!
Il 10 maggio quindi, parte l’equipe così composta: il Dott. Angelo Ramondo, emodinamista, il Dott. Raffaele Bonato, anestesista, il Dott. Alvise Tosoni, specializzando del V anno in Pediatria-Cardiologia Pediatrica, Cristina Dalla Vecchia, infermiera di emodinamica e Maristella Masola, infermiera di rianimazione pediatrica e la sottoscritta.
All’aeroporto di Asmara vengo fatta uscire rapidamente in modo da poter incontrare i tecnici che stanno partendo con l’aereo con cui io sono arrivata: siamo tutti un po’ emozionati. Il Sig. Carlo Pozzuoli mi dice: “ noi ce l’abbiamo messa tutta ed il laboratorio vedrà, è una bellezza. Ora dovete lavorare voi”. Ci abbracciamo.
Poi tutto nei giorni seguenti scorrerà velocissimo… Lunedì mattina sono ancora presenti operai che stanno dando gli ultimi ritocchi nelle sale (si fa per dire perché in realtà il “cath lab” è una meraviglia, ma le finiture lasciano ancora un poco a desiderare!). Giunge a destinazione tutto il materiale spedito. Nella fine mattinata vengono le donne delle pulizie, poi sballiamo cateteri farmaci vari generi di consumo. Verso le 18.00 accendiamo cineangiografo e poligrafo… e tutto funziona. La Dott.ssa Tsegereda ci ha intanto preparato i bambini che verranno sottoposti a cateterismo e provvediamo a rifare un’eco prima dell’intervento. Sono 11 in tutto.
Lunedì sera vado a dormire tesa come nei momenti più importanti della mia vita, sperando che l’indomani vada tutto per il meglio. Alle ore 8.00 del giorno 11 Maggio 2009 inizia il primo studio emodinamico in una bimba di 7-8 anni in cui è sospettato un ritorno venoso polmonare anomalo parziale. Il primo istante è stato di vero panico: sedata la bimba ed incannulata la sua vena femorale, schiacciato il pedale della scopia non vedo nulla; l’apparecchio pare non voler funzionare. Rischiaccio…niente, schiaccio la terza volta… idem. Il Dott. Ramondo, vecchio del mestiere decide di fare il gesto che si fa sempre quando qualcosa di elettronico fa le bizze: spegne e poi riaccende l’apparecchiatura, che ha un tempo di accensione in effetti abbastanza lungo ma che nella fattispecie sembra eterno. Riprovo e …vedo l’infula che dalla vena femorale destra sale in cava inferiore. Magnifico!!!  Rotto il ghiaccio, poi tutto fila via liscio. Undici casi in tutto, 7 cateterismi interventistici: 2 chiusure di dotto di Botallo, 3 dilatazioni di stenosi polmonare (una delle quali severissima in una lattante di 6 mesi), 2 dilatazioni di stenosi mitraliche reumatiche pure, una molto grave. Altri 4 cateterismi sono diagnostici, due bimbi verranno operati dal Prof. Berdat nei prossimi giorni, mentre altri 2 non hanno indicazione al trattamento.
Martedì 6 casi, mercoledì 5 ed abbiamo esaurito la lista: giovedì ce ne andiamo a Massawa per alcune ore di relax. Giovedì sera rivedo i piccoli pazienti nell’ambulatorio della Dott.ssa Tsegereda:  tutti ed 11 stanno bene, compresi i due con le lesioni più gravi, e possono andare a casa. Piccolo aneddoto: nessuno ha osato togliere le medicazioni con benda elastica messe alla fine del cateterismo né le vie infusive venose. I bambini portano questi..esiti del cateterismo come trofei, quasi ne fossero orgogliosi, compreso il primo, che ha subito il cateterismo martedì alle 8 e che ha la medicazione da più di 48 ore. Mi viene da pensare: ma se non facevo questo ultimo controllo prima di partire a tutti, avrei trovato in novembre ancora in sede qualcuna di queste medicazioni??? Sto ovviamente scherzando. Questo ci insegna però di fare un giro di “sbendaggio” il mattino successivo alle procedure, perché qui nessuno osa togliere una benda messa da un medico europeo.
Riceviamo le congratulazioni di tutti. Il Dott. Habteab mi chiede un elenco completo di cosa si  può fare in un laboratorio di emodinamica, quali lesioni si possono trattare nel bambino, quali nell’adulto. Vengo poi invitata ad un incontro con il cardiologo degli adulti, Dr. Imanuel (spero di non sbagliare il nome), con il quale, insieme alla Dott.ssa Tsegereda, concordiamo quali possono essere i programmi futuri per questo “Heart Center” che sta sorgendo ad Asmara: un centro di diagnosi e cura per i pazienti pediatrici, un centro per gli adulti ed, a ponte fra i due, il laboratorio di emodinamica, che può servire bambini ed adulti. Lo scopo dei medici europei deve sempre e principalmente essere quello di insegnare e di aiutare i medici ed infermieri eritrei a divenire indipendenti.
Alle 22.00 Adam, l’autista del Ministero della Salute ci porta all’aeroporto, non prima che il Dott. Habteab sia venuto un’ultima volta a salutarci. Torniamo a casa, tutti e 6 soddisfatti. Devo ringraziare tutti ed ognuno dei membri di questa nostra piccola ed agile equipe. Nel laboratorio di emodinamica faceva un caldo da girone infernale, il tasso di umidità era elevatissimo perché i muri non hanno ancora avuto il tempo di asciugare e perché è precocemente iniziata la stagione delle piogge, benedetta da tutti, e durante i tre giorni della nostra permanenza sono venuti abbondanti acquazzoni, i camici di piombo che abbiamo portato giù pesano circa 10 Kg l’uno, ma nessuno ha pensato minimamente di lamentarsi o protestare. Abbiamo lavorato dalle 8 della mattina alle 7-8 di sera tutti e tre i giorni, il primo a spacchettare ed organizzare gli altri due sui pazienti, cercando di risolvere in armonia i vari problemi pratici, per lo più piccoli, che man mano ci si presentavano (mancanza di adattatori per le spine elettriche, impossibilità di fare un’emogasanalisi, mancanza di copritubo e copriprotezione sterili, ecc).
Spero di non aver dimenticato di nominare nessuna delle persone a cui questo miracolo si deve. Ora è importante che tutti contribuiamo al mantenimento di quanto ora a disposizione ed al completamento dell’attrezzatura ancora mancante che elenco di seguito in ordine di priorità.
Grazie ancora a tutte le persone che leggeranno questa mia relazione, che, come destinatari della medesima, sono in qualche modo coinvolti nel suo successo.

Materiale necessario per il laboratorio di emodinamica “Elias” di Asmara, ad integrazione dell’esistente:

1)Impianto di condizionamento per tutti gli ambienti (soprattutto ed urgente per la sala di emodinamica)
2)UPS (stabilizzatore)
3)Gruppo elettrogeno ad elevata potenza
4)Impianto O2, aria compressa ed aspirazione
5)Ventilatore per anestesia “adulto-neonato” con monitor (traccia ECG, PA non invasiva, saturazione O2, ET CO2 e relativi sensori)
6)Defibrillatore/stimoatore con placche adulto/bambino
7)Stimolatore pace-maker esterno
8)Emogasanalizzatore possibilmente portatile
9)Aspiratore
10)Apparecchio per ACT e relative couvettes
11)2 pompe siringhe
12)5 camici piombati di medio peso (2-3 mm)
13)Carrello per anestesia e defibrillatore, con materiale per intubazione
14)Carrello servitore
15)Carrello tavolo da lavoro
16)Aggiornamento ecocardiagrafo Sonos 2000 per sonda TEE pediatrica multiplana
17)2 Pali per flebo

Chiunque riterrà di poterci aiutare a reperire quanto sopra è benvenuto!

Ornella Milanesi