novembre 2001
Una righina azzurra sullo stick: è la prima immagine che ho di te, accanto al sorriso incerto della tua mamma, che ancora non può sapere quanto può essere impegnativa da vivere una parola così facile da pronunciare.
aprile 2002
Ecografia morfologica: un nome ben strano per descrivere la dolcezza di un profilo di bimbo, la tenerezza di un cuoricino che pulsa...
E poi un pugno, dritto allo stomaco.
Non saprei come descrivere altrimenti quello che ho provato.
Già, perché il tuo cuore non sarà in grado di farti vivere, una volta uscita dal pancione.
E allora le emozioni si mescolano: incredulità, rabbia e, soprattutto, impotenza.
Ma poi qualcuno ci spiega come potrebbero andare le cose ...
Si parla di cure, di interventi chirurgici: parole terribili, certo, ma che provengono da un viso sereno, spesso incline al sorriso; perciò quelle parole suggeriscono speranza, disegnano una possibilità.
agosto 2002
Così nasci tu e, come per ogni genitore, sei la bimba più bella che si sia mai vista.
Nei tuoi primi giorni vivi sospesa, cullata da una strana ninna-nanna di suoni elettronici e lucine curiose: ma non sembra che ti dispiaccia !
Arriva il primo passo: si chiama “intervento palliativo”, ti aiuterà a guadagnare tempo e a crescere un po’.
Ora sei crocifissa su un lettino troppo grande per i tuoi sei giorni, ma è andato tutto bene e pian piano recuperi le forze: si può festeggiare la tua seconda nascita !
2003-2005
Il tempo passa e tu cresci vispa e loquace.
Sembri spesso di corsa, per via del fiatone, e qualche volta le tua labbra s’intonano con i tuoi begli occhi blu; d’accordo, si può migliorare, ma ci vuole pazienza: ciascuno corre al proprio ritmo.
Certo, ci sono i controlli e gli esami, c’è anche il primo intervento correttivo: è un percorso impegnativo, ma è niente rispetto alla gioia di vederti crescere.
marzo 2006
E’ arrivato un momento importante: il secondo intervento correttivo, se tutto va per il meglio potrebbe essere l’ultimo !
Non è facile, perché tu capisci tutto e non ti si può ingannare ...
Ma sai capire quello che mamma e papà ti spiegano, e poi non vedi l’ora di correre con le gambe forti !
Così ci ritroviamo ancora una volta a doverti affidare a qualcun altro, sapendo che è la cosa migliore che possiamo fare.
Ancora una volta di te mi resta solo la giacca vuota, sulla soglia della sala operatoria, ed è un vuoto che piega le gambe.
Mi rendo conto che la Vita è il Valore dell’uomo, e tutto il resto è spesso accessorio inutile ed ingombrante.
E rinasci per la terza volta, e al tuo risveglio ci chiedi il latte, che poi è come dire che ancora ci chiedi la stessa cosa: poter continuare a vivere.
aprile 2006: Pasqua di Resurrezione
Faccio un sogno: ci sei tu, che corri tra i campi, saltelli veloce nell’erba alta e il sole riverbera fra i tuoi capelli.
Ti confido un segreto: la realtà è davvero bella, quando si sogna anche da svegli !