DA PADOVA AD ASMARA: PARTE IL 5 NOVEMBRE UN’EQUIPE DI 18 MEDICI E INFERMIERI DELLA CARDIOCHIRUGIA E CARDIOLOGIA PEDIATRICA.

Sabato 5 novembre partirà da Padova la Missione Eritrea 2016, il progetto di cooperazione internazionale finanziato dall’Associazione Un Cuore Un Mondo Padova Onlus che per il 12° anno consecutivo vedrà impegnata un’equipe medico infermieristica padovana presso l’Orotta Pediatric Hospital di Asmara in Eritrea.

Coordinata dal Prof. Giovanni Stellin, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia Pediatrica di Padova che da 12 anni partecipa alla Missione, l’equipe di quest’anno sarà composta da 18 persone: 3 cardiochirurghi, 2 cardiologi, 2 anestesisti, 1 intensivista, 2 perfusionisti, 2 infermiere/ferriste, 5 infermiere di terapia intensiva e un rappresentante dell’Associazione. Ciascuno di loro utilizzerà le proprie ferie arretrate.

Ad Orotta resteranno fino al 13 novembre (alcuni qualche giorno in più per seguire il decorso operatorio degli ultimi pazienti): durante questo periodo effettueranno screening ed interventi sui bambini cardiopatici trasferendo di pari passo quante più conoscenze teoriche e pratiche riusciranno al personale eritreo. Lo scopo della Missione, da sempre, è proprio quello di contribuire alla formazione di un team locale, che possa prendersi cura dodici mesi l’anno dei bambini eritrei con problemi cardiologici. Al pari dell’equipe padovana, numerose altre equipe, provenienti da tutto il mondo, si alternano durante l’anno presso il centro ospedaliero di Asmara: a coordinare il tutto è la ONG tedesca ArcheMed.

Dal 2004 la Missione Eritrea, finanziata da Un Cuore Un Mondo Padova Onlus (nel biennio 2008/2009 aveva ricevuto anche un supporto dalla Regione Veneto), ha permesso oltre 115 interventi: la realizzazione è resa possibile dalla generosità di quanti supportano costantemente l’Associazione. In particolare quest’anno la Fondazione Cariparo ha contribuito rendendo possibile l’acquisto di un prezioso quanto indispensabile ecocardiografo. Tantissime le aziende farmaceutiche che hanno donato materiali e presidi a cui si deve aggiungere la Caritas Antoniana e il Progetto COX che ha permesso l’acquisto di tutti i farmaci che verranno utilizzati in missione.